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sabato 7 maggio 2016

L'assaggio delle mie creazioni (i misteri delle Poste Italiane)

Eccoci qua gente,

Se come me seguite le gesta del buon Giovanni di Sgabuzen Homebrewing (e se già non lo fate... FATELO !!!), saprete che, in occasione del videoassaggio della birra stout di Antonio di qualche settimana fa, Giovanni disse, a fine video, di avere in mente una nuova rubrica nella quale assaggiare e commentare birre provenienti dai lettori del blog.
Io, dopo averlo preso in giro piu' volte dicendogli "hai trovato finalmente il modo di bere gratis eh... vecchia volpe!!!" non ho perso tempo e ho subito spedito quattro delle mie creazioni.
In realtà ero molto molto curioso di avere un suo riscontro, in quanto mi fido ciecamente del suo giudizio e lo ritengo molto preparato.
Come vedrete dal video, le birre che ho spedito sono: Una Blanche aromatizzata al pepe rosa, una American IPA (che è quella che ho poi ri-brassato, variandone la luppolatura, per testare la nuova pentola), una Rauch affumicata ed una Pilsner.
Purtroppo il viaggio ha modificato, nel bene e nel male, alcune caratteristiche delle birre (ammetto di averle imballate in fretta e furia e forse potevo fare di meglio).
Giovanni trova un odore "strano" nell'aroma della American IPA; odore che ne io, ne tutti gli altri che l'hanno assaggiata, hanno riscontrato. Penso sia dovuto al rimescolamento di lievito (e soprattutto residui di luppolo in pellet) nella birra al momento del trasporto.
Nel video Giovanni assaggia anche la Blanche. Non ha fatto il video per le altre due, ma privatamente mi ha scritto che la Pilsner fa molta schiuma ma non è limpida.
Anche qua penso sia intervenuta una buona dose di rimescolamento durante il trasporto. Infatti le Pilsner che sto bevendo io sono limpidissime, ma fanno pochissima schiuma... i misteri delle Poste Italiane...

Detto questo vi lascio al video di Giovanni e colgo l'occasione per incentivarvi a mandargli anche le vostre creazioni!!! Facciamolo bere sto ragazzo su...


sabato 9 gennaio 2016

Oatmeal Stout e Test aeratore INOX

Ciao gentaglia.

Stamattina sveglia alle 8.00 e produzione della Oatmeal Stout che già da tempo avevo in programma. Finalmente ho trovato il tempo di brassarla e dal profumo che c'era in fase di produzione sembra veramente un'ottima ricetta.


La fase di mash con la pompa di ricircolo. Come potete vedere ho sovrastimato un po la capacità del mio impianto. Il livello del mosto era veramente al limite, ma in realtà alla fine si è dimostrato perfetto perchè la produzione è andata avanti senza intoppi.
La fase di raffreddamento del mosto tramite scambiatore a piastre. Dalla prossima cotta toglierò gli attacchi da giardino nei due tubi che portano il mosto, come consigliato da un utente del forum AeraBirra. Per ora mi son limitato a cambiare i tubi per il ricircolo con la pompa durante il mash con un modello in silicone resistente alle alte temperature.



Efficientissimo lo scambiatore. La birra entra a 98 gradi ed esce a 19,8. Addirittura per raggiungere i 22 gradi che volevo per l'inoculo del lievito ho dovuto mettere il rubinetto del mosto al massimo altrimenti raffreddava troppo.

Date le circostanze di produzione ne ho approfittato per mettere alla prova il nuovo aggeggino che ho acquistato da un membro del forum di Areabirra.
Ho comprato a 50 euro, spedizione inclusa, un ossigenatore della Brewferm, con l'aeratore in INOX (comodissimo visto che si puo' far semplicemente bollire per la sanitizzazione e che è efficientissimo; considerando che solo l'aeratore costa 54 euro + spedizione su Mr-Malt... e che tra l'altro non è disponibile al momento... direi che è stato un bell'affare).




Qua avevo connesso direttamente l'aeratore all'ossigenatore, ma in realtà ho poi capito che serve un filtro sterile (in dotazione, ma ne acquistero' altri come ricambio al primo ordine visto che è un pezzo da cambiare spesso) per connettere l'ossigenatore al tubicino.


Ed ecco una bella dose di schiuma sul mosto, pronto per l'inoculo dopo mezzora di attività dell'ossigenatore.

Ho in serbo un altro "aggeggio" che ho acquistato da un utente del forum per le prossime birre (prevedo una Rauchbier stile Bamberga da produrre il prossimo fine settimana), che dovrebbe arrivarmi a giorni. Faro' una recensione anche di quello al piu' presto.

Aggiornamento:
Pochi minuti fa sono sceso a controllare nella camera di fermentazione a 20 gradi e il mosto sta già fermentando, dato che il gorgogliatore lavora già alla grande. E' passata solo un ora da quando ho inoculato il lievito; direi che l'ossigenatore funziona e molto bene.


lunedì 4 gennaio 2016

Appunti su temperature di fermentazione e Priming

Rieccomi.

Non so se capita solo a me, ma tra tutti i libri e quaderni di appunti che ho messo in libreria, ogni volta che devo eseguire il priming (lo ricordo per i piu' "niubbi", è quando si aggiunge zucchero in bottiglia per la rifermentazione) devo stare almeno 5 minuti a cercare la giusta sezione del giusto libro per trovare le tabelle e le formule per calcolare la giusta quantità di zucchero (o altro, per ora ho usato sempre zucchero ma non si sa mai cosa mi riserverà il futuro) per lo stile che sto imbottigliando.
Allo stesso modo a volte mi capita di dimenticare la giusta temperatura di fermentazione per la fase che sto per eseguire e sbaglio di qualche grado.

Mi sono così deciso a buttar giù una miniguida da 2 fogli A4 in Word che riassume con delle tabelle questi passaggi chiave. Pensavo di stamparle e appenderle nella stanza dove produco la birra chiuse in delle cornici di plexiglass, cosi' da averle sempre a portata di mano all'occorrenza.

Ecco qua quel che ne è venuto fuori (la parte riguardante la fermentazione è molto sommaria e arbitraria, ovviamente la temperatura dipende molto dalla ricetta che si va a brassare, mi serve soprattutto per avere un'idea delle T° di rifermentazione in bottiglia).

TEMPERATURE DI FERMENTAZIONE:
--------------------------------------
ALE
LAGER
PRIMARIA
Circa 20° (15-24)
Circa 10° (9-15)
SECONDARIA
T° + Bassa di 1-2 Gradi
Circa 10° (9-15)
BOTTIGLIA (1' settimana)
10°-15°
15-16°
BOTTIGLIA (Maturazione)
15°+
3-4°


PRIMING (Volumi CO2 Richiesti per Stile):
STILE
VOLUMI DI CO2
Altbier
2,2 - 3,1
American Lager
2,5 – 2,7
American Ales
2,2 – 2,6
American Pale Ale
2,2 – 2,8
Barley Wine
1,3 – 2,3
Belgian Ales
1,9 – 2,4
Blanche (Witbier)
2,1 – 2,6
Bock
2,2 – 2,7
Bohemian Pilsner
2,3 – 2,5
Bitter
0,8 – 1,3
British Ales
1,5 – 2,0
English Strong Ale
1,5 – 2,3
English Pale Ale
1,5 – 2,3
India Pale Ale
1,5 – 2,3
Lager
2,2 – 2,7
Kolsch
2,4 – 2,7
Marzen/Oktoberfest
2,6 – 2,7
Porter
1,7 – 2,5
Rauchbier
2,2 – 2,6
Stout
1,7 – 2,3
Schwarzbier
2,2 – 2,6
Scottish Ale
0,8 – 1,3
Weizen
3,3 – 4,5




PRIMING (Volumi CO2 già presenti in base a T° di imbottigliamento):
T° IMBOTTIGLIAMENTO
VOLUMI DI CO2 GIA' PRESENTI
4
1,5
6
1,4
8
1,3
10
1,2
12
1,12
14
1,05
16
0,99
18
0,93
20
0,88
22
0,83
24
0,75
PRIMING (Formula):
(Volumi da ottenere-Volumi che già abbiamo) x Litri totali x 4 = Zucchero totale

ESEMPIO:
(3,5-0,88) X 23litri X 4 = 241 gr di zucchero per il priming
Dove:
3,5 = Volumi che vogliamo ottenere (per una Weizen)
0,88 = Volumi che già abbiamo (fermentazione a 20°c)
4 = Numero Fisso (4g.di Zucchero da tavola producono 1 Volume di CO2, se si usa altro fermentabile seguire la tabella sotto)

PRIMING (Se si utilizzano fermentabili diversi dallo zucchero):
FERMENTABILE
grammi/Litro per un volume di CO2
Zucchero da tavola
4
Zucchero di canna
4
Estratto di malto secco
5,2
Miele
5,5
Estratto di malto liquido
6,4
Il valore è da sostituire al numero fisso (4) della formula sopra.



Spero che possa essere utile a qualcun'altro. L'unica cosa che non ho ancora ben chiara (chiedo lumi a chi ne sa piu' di me) è se la temperatura da tenere presente per capire i volumi di CO2 già presenti sia effettivamente (come ho scritto e come dicono molti testi) quella al momento dell'imbottigliamento o, come ho letto in 2 siti ultimamente, la T°massima raggiunta in fase di fermentazione, indipendentemente da quella attuale al momento dell'imbottigliamento.

Si cambia cella... un passo alla volta.

Eccomi nuovamente qua.

Era da tempo che mi ripromettevo che avrei voluto cambiare camera di fermentazione; quella attuale è una camera autocostruita in legno, dove ho applicato 4 ruote, un coperchio che si apre a pozzetto, un termostato STC-1000, una cella di peltier per il freddo (che consuma tantissimo e non fa il suo dovere in quanto la camera è troppo grande e non riesce a raffreddare a dovere), una brew-belt per il caldo (con 2 ventole da pc che si attivano assieme alla belt, per far circolare l'aria calda nella cella) e stop.
Per mantenere il caldo nella camera non c'è problema, il sistema funziona perfettamente, ma è il freddo che non funziona come avrei voluto.
Qualche giorno fa mi sono deciso, ho cercato su Subito.it ed ho trovato una ragazza che doveva disfarsi di un vecchio congelatore a pozzetto, guardacaso delle stesse identiche misure che cercavo io.
Visto che il nuovo costava 315 euro e che questo usato ne costava 80... non ho avuto dubbi... dato che il freezer dovrà attaccare solo per mantenere la temperatura e non stare acceso 24 ore al giorno per refrigerare il cibo... sono andato a Rimini con mio padre a ritirare il frigo.
Stasera l'ho portato a casa, l'ho messo nel "suo alloggiamento" e ora vi posto le foto per farvi capire quanto la misura sia perfetta...





























Perfetto per mettere due fermentatori da 16 litri, e rimane anche del posto (nonostante lo "scalino interno" presente in tutti i modelli di questa misura, presumo per far stare sotto i circuiti e il motore del freezer).

Ora quello che dovrò fare (e che vi documenterò con una miniguida) è costruire la "scatola" che conterrà termostato il STC-1000 e tutti i collegamenti che andranno alle due spine di congelatore (per il freddo) e ad una fascia riscaldante da 100w per terrari che inserirò all'interno del freezer legata con delle ventose al perimetro esterno della camera interna e che forniranno, si spera, abbastanza caldo per poter tenere la temperatura di fermentazione per le Ale.
Ho ordinato tutti i componenti su Ebay e attendo che arrivi tutto per potermi mettere a costruire.

Seguiranno sviluppi...

sabato 2 gennaio 2016

Imbottigliamento APA e nuovi acquisti

Ciao gente!!!

La produzione continua imperterrita e ieri ho imbottigliato finalmente la nuova APA, brassata col solo luppolo Sorachi Ace (della quale ho postato l'etichetta nel post precedente).
Per dare maggiore aroma di luppolo a questa produzione (solitamente quello che manca alle mie APA è proprio l'odore caratteristico, che nelle birre commerciali è invece ben marcato e a volte quasi eccessivo), avevo messo luppolo in pellet in dry-hopping classico, lasciato in infusione una settimana libero in fermentatore. Oltre a questo, per cercare di dare quello sprint in piu', mi sono deciso a provare il metodo DHEA ben spiegato da Sgabuzen sul suo blog.
In pratica si procede prendendo un barattolo di vetro, lo si riempie di alcool a 95% e si aggiunge luppolo in pellet. Si chiude il tappo e si lascia in infusione per qualche ora.

Ho effettuato due prove (per 14 litri):

- La prima con 40ml di Alcool e 6 grammi di luppolo
- La seconda con 20ml di Alcool, 20ml di Acqua e 6 grammi di luppolo

Dopo due ore sono sceso a controllare i vasetti e ho provveduto a filtrare (tramite fogli filtranti da enologia) il vasetto con solo alcool e luppolo.
Ne è sceso un liquido verde molto scuro, con gran aroma di luppolo e alcool.

Dopo altre due ore (quindi quattro ore totali) ho filtrato anche quello con acqua e alcool. Qui il colore è stato un verdino molto piu' chiaro. E' stato piu' difficile da filtrare (ci ha messo piu' tempo), perchè si è creata una poltiglia di luppolo intrisa di liquido, ma alla fine è sceso tutto. L'odore di luppolo era meno persistente rispetto all'altro vasetto e l'alcool non si sentiva per niente.

Scuotendo i due vasetti si poteva vedere che il liquido con solo alcool era molto piu' "limpido" rispetto all'altro, che risultava, seppur filtrato, molto piu' torbido. Questa analisi mi ha portato ad escludere quest'ultimo e ad utilizzare il primo campione.

Ho aggiunto il contenuto del vasetto in fermentatore prima dell'imbottigliamento e, dopo essermi preso un colpo secco vedendo la patina chiara che lasciava l'aggiunta di quel liquido al mosto (patina poi sparita dopo una lieve mescolata col mestolo) ho imbottigliato come di consueto e spero che la birra risultante non sia troppo carica di odore.


In questi giorni ho fatto acquisti per migliorare il mio impianto di produzione. Tra le tante cose che ho voluto provare ce ne sono state due che mi hanno entusiasmato positivamente e vengono entrambe dallo store Beer & Wine.
(Questo store mi ha sorpreso positivamente. Ricordo che tempo fa mi segnai il link nei preferiti, ma non acquistai mai nulla perchè i prezzi erano troppo alti e la disponibilità di materiale non buona. Ora invece è cambiato tutto, ci ho trovato prezzi ottimi e materiale non presente in altri store. Dateci un'occhiata.)

La prima è il SIFONE AUTOMATICO EASY START MINI (ne esistono altri formati a seconda delle esigenze e dell'altezza del fermentatore, usando quelli da 16 litri mi bastava quello piu' piccolo, piu' facile da sanitizzare e pulire):



Il sifone, già conosciuto a molti, ma arrivato nei negozi italiani solo da qualche mese (prima era possibile acquistarlo solo in alcuni store online stranieri), è un utilissimo aggeggio, che funziona come una pompa e permette di travasare il mosto da un fermentatore (posto in un piano superiore come se dovessimo usare il rubinetto classico altrimenti non funziona in quanto utilizza anch'esso il metodo "a caduta") ad un altro in maniera veloce e, soprattutto, permettendo di non introdurre fondi (che vengono esclusi dal tappino sul fondo della sonda). Avevo già acquistato una sonda di questo tipo da un altro store italiano tempo fa, ma non l'avevo mai utilizzata in quanto era arrivata non funzionante. Quella di Beer&Wine è perfetta, perchè arriva già provvista di una clip in plastica per attaccare il tubo-sonda al fermentatore (fondamentale per non doverla tenere "a mano") e di un'ulteriore clip "stringitubo" che ci permette di bloccare il flusso del mosto in qualsiasi momento.
Oltre ad essere utile per i travasi, l'ho trovato UTILISSIMO per l'imbottigliamento. Infatti, se si toglie il tappino in fondo alla sonda (serve per eliminare i fondi, ma in imbottigliamento i fondi non li abbiamo perchè abbiamo appena travasato per eliminarli) si riuscirà ad imbottigliare il 100% del liquido contenuto nel fermentatore, riuscendo a prelevare anche quello che, col semplice rubinetto, non si riusciva a mettere in bottiglia.

L'avvinatore... essendo diventato papà da esattamente un anno (Susannina compie oggi un anno AUGURIII) non potevo non prendere un oggetto con quel nome :-)
Apparte gli scherzi, è stato anch'esso un ottimo upgrade rispetto al vecchio avvinatore (quello che si trova nei kit). Il principio è lo stesso, solo che il getto risulta piu' potente, è completamente smontabile per la pulizia piu' accurata (non che serva chissà quale pulizia per l'avvinatore, ma per i fanatici del pulito non è male come cosa) e, soprattutto, ha una "scodella" per il liquido trasparente e molto piu' capiente rispetto all'altro modello.
Dato il costo non troppo alto, lo consiglio perchè semplifica, velocizza e migliora la fase di sanitizzazione delle bottiglie.


domenica 27 dicembre 2015

Tempo di upgrade per l'impianto... e di etichette.

Ciao gente.
Dopo la lunga pausa dovuta (purtroppo e per fortuna) alla nascita, purtroppo prematura, di mia figlia, che ci ha dato un gran da fare (e della quale potete sicuramente vedere le foto a destra alla sezione Instagram), ora finalmente si inizia a fare sul serio.
Come sapete ho ampliato il mio impianto, aggiungendo una pentola elettrica BIELMEIER e altra attrezzatura (c'è il post dedicato, non sto ad elencare).

Alcuni utenti mi hanno fatto notare che utilizzare tubi Crystal sulla pompa di ricircolo è sbagliato, perchè i suddetti sono garantiti solo fino a 60 gradi di temperatura (avevo letto 70 ma sbagliavano). Ho quindi già provveduto ad acquistare 5 bei metri (pagati a prezzo d'oro) di tubo in silicone adatto alle alte temperature e appena arriverà provvederò a montarlo con fascette (purtroppo abbandonerò quel comodissimo attacco da giardino perchè anch'esso non è consigliabile per reggere quelle temperature e perchè il tubo in silicone è molto piu' flessibile (e col calore lo diventa ancora di piu') e quell'innesto pesante potrebbe creare delle strozzature.

Altro bell'upgrade che mi sto accingendo ad acquistare da un utente del forum Areabirra è uno spider-hop in acciaio a rete, adatto per luppolo in fiori e in pellet. Un altro portaluppolo in acciaio l'ho acquistato dallo store PINTA e contavo di utilizzarlo per il dry-hop, soprattutto per quelle birre (Bohemian Pilsner ad esempio o stili simili) che non richiedono una luppolatura esagerata (tipo IPA o APA, dove pensavo di continuare col luppolo in pellet libero nel fermentatore, dato che con le ultime produzioni son riuscito a filtrarlo senza problemi aggiungendo un filtrino di stoffa sintetica alla fine del tubo in fase di travaso pre-imbottigliamento). Per questo materiale ovviamente farò una recensione appropriata al momento del test sul campo. Se si riveleranno utili come penso (soprattutto lo spider-hop in acciaio che userò in bollitura e che l'utente dovrebbe riuscire a fornire della dimensione da me richiesta ad un prezzo ragionevole) li annetterò anche alla guida per il BIAB elettrico.

E ora passiamo al lavoro che mi sta tenendo occupato in questi ultimi giorni:

LE ETICHETTE PER LE ULTIME CREAZIONI.

Come ho detto a inizio articolo ho dovuto, per cause di forza maggiore, fermare la produzione per un anno; quindi mi è rimasto un sacco di materiale (grani e luppoli), che ora sta andando in scadenza, quindi ho pensato di utilizzarlo in fretta e in sequenza temporale ho già prodotto:

- Una APA luppolata con Cascade e Centennial, perchè avevo quei due luppoli in scadenza e perchè cercavo una ricetta facile facile con cui testare e calibrare il nuovo impianto. L'etichetta è una specie di tributo ai Brewing Bad, che leggo spesso e che sono fonte di ispirazione per il mio impianto attuale e per molte altre idee.

P.S. Ne sto sorseggiando or ora una pinta. E' ancora presto perchè son passate poco piu' di 3 settimane dall'imbottigliamento, ma la birra è già ottima. Limpidissima e giusto il colore rispetto al Brewmate che dava 16 EBC, schiuma già persistente e giusta per lo stile. Quello che manca, ovviamente, sono le bollicine nel bicchiere che salgono verso l'alto... arriveranno arriveranno... oooooh se arriveranno... diamogli tempo. Al naso arriva l'odore classico del luppolo Cascade americano (ne avrei voluto ancora di piu'... spero che la prossima APA sia ancora piu' carica di odore, ma molto molto meglio delle precedenti americane che avevo prodotto), il sapore c'è... manca un po di corpo e un po di frizzantezza, che spero arriveranno con la maturazione.





- Una Bohemian Pilsner, ovviamente luppolata con Saaz e con un bel Dry-Hop (sempre di Saaz in pellet) che dovrebbe, sulla carta, dare una buona resa. E' una ricetta che avevo già testato in passato, quindi mi preoccupa poco. L'ho inizialmente fermentata in camera di fermentazione, ma purtroppo la cella di Peltier che ho inserito per la fase di freddo non funziona come dovrebbe e non riusciva a mantenere i 10 gradi fissi, o meglio ci arrivava dopo qualche minuto, poi dopo poco aumentava e riattaccava la cella. Ho quindi preferito togliere il fermentatore e lasciarlo fermentare fuori, a 13 gradi. Non so cosa ne verrà fuori. Siamo ancora dentro al range di temperatura, che piu' o meno è rimasta invariata. L'etichetta è una frociata che mi passava per la testa; ho provato, mi è piaciuta e l'ho tenuta così, ma è ancora un work-in-progress, visto che ancora non le ho stampate perchè le bottiglie sono in terrazza a lagerizzare (in teoria in questo periodo la temperatura qua a Cesena non è mai sotto il -1 neppure di notte... spero non ghiaccino altrimenti mi ritroverò 12 litri di birra a terra e tanti vetri da raccogliere). Una volta pronte (vorrei lagerizzare un mesetto... ancora non mi sento fisicamente e mentalmente pronto per la lagerizzazione del fermentatore ehehe forse alla prossima lager proverò, ma ho paura di risultarne schiavo, dovendo andare a vedere ogni giorno "come sta il mio amico la fuori", quindi per ora evito).





- Un'altra APA. Questa volta luppolata con luppolo Sorachi Ace (ovviamente anche questa per finire luppoli e grani). Ce l'avevo in testa da parecchio, soprattutto per riutilizzare l'idea che avevo per l'etichetta (idea che altri già avevano sfruttato e mi scuso se qualcuno dovesse sentirsi "copiato", ma che trovavo carina da applicare sul discorso "kamikaze"-"giappone").





- Una Blanche con l'aggiunta di pepe rosa. Anche questa ce l'avevo in testa da tempo. Sono curioso di capire cio' che verrà fuori. In molti dicono che il pepe non si sente nemmeno... pensavo quindi di metterne un tot (non so ancora quanto) in dry-hop in fermentatore secondario dopo aver travasato (tra l'altro ho utilizzato lievito liquido e mi ha fatto una schiuma immensa in fermentazione, che mi è uscita dal fermentatore. E' stato un lavorone riuscire a ripulire tutto; speriamo che non si sia infettata... per ora a naso e a occhio non sembra... vedremo mercoledi' prossimo in fase di travaso.
Avevo anche una mezza idea di riutilizzare la tecnica di Houston di Sgabuzen Homebrewing, che consiglia come "fare dryhop senza fare dryhop", ma non so se col pepe rosa ne verrà fuori qualcosa. Di questa non ho ancora "studiato" l'etichetta.

Queste sono tutte birre già prodotte (le prime due sono già in bottiglia, la seconda APA e la Blanche ancora sono a fermentare e andranno in bottiglia entrambe entro una settimana e mezzo).

Ho già il materiale per la prossima... una Oatmeal Stout. Ho acquistato da Pinta (che riapre per le spedizioni il 7 Gennaio) il materiale per una birra che avrei voluto brassare sin dal primo momento in cui mi sono affacciato al mondo dell'homebrewing con i primi kit... una RAUCHBIER stile BAMBERGA... vediamo cosa scapperà fuori.

venerdì 18 dicembre 2015

BIAB ELETTRICO - Evoluzione Inevitabile

Per un homebrewer BIAB che produce pochi litri per cotta (parliamo di 10/15 litri) è quasi inevitabile, prima o poi, passare al BIAB elettrico.
Chiunque produca birra in All Grain e scelga il BIAB come tecnica di produzione penso che lo faccia soprattutto per la velocità, semplicità e minor richiesta di materiali rispetto all'All-Grain classico.
Questa "voglia di velocizzare e semplificare" porta inevitabilmente prima o poi a ponderare il passaggio alla corrente elettrica al posto del gas.

C'è chi produce tanti litri e questo passaggio lo effettua con il RIMS... penso che per cosi' pochi litri quel sistema sia superfluo e non farebbe altro che rendere piu' difficile la pulizia del materiale (oltre ad aumentare la richiesta di attrezzatura).

Per queste quantità penso sia piu' giusto acquistare una pentola elettrica e fare li dentro sia mash che bollitura. 

Vi rimando quindi alla guida che ho inserito, che spiega in dettaglio tutto il materiale occorrente e come tararlo a dovere per fare un buon BIAB elettrico.